Quando i pianeti migrano

Su segnalazione di The ScentistGli astronomi che studiano la fascia degli asteroidi, compresa fra Marte e Giove, sanno che questi non solo hanno una gran varietà di forme e dimensioni, ma possono anche darci preziose informazioni sulle prime fasi di formazione del sistema solare.Nonostante siano molto più piccoli dei pianeti, gli asteroidi infatti hanno la loro stessa origine: all'interno delle nubi di gas e polveri che orbitavano intorno al nostro sole, allora giovanissimo, granelli di polvere cominciavano a unirsi formando rocce, poi montagne, poi asteroidi e pianeti. I pianeti, appena formatisi, non avevano però delle orbite stabili. Una recente ricerca del Lunar and Planetary Laboratory (University of Arizona) ha fatto luce su come il movimento di pianeti giganti – Giove, Saturno, Urano, Nettuno – abbia influenzato le orbite degli asteroidi. Tale movimento, avvenuto circa 4 miliardi di anni fa, avrebbe poi condotto questi pianeti nella posizione in cui si trovano oggi. In realtà era già noto che questi pianeti non avevano mantenuto la stessa orbita dalla loro formazione sino ad oggi. Infatti impatti con asteroidi o comete, per le leggi di conservazione dell'energia e del momento angolare, possono costringere un pianeta a spostarsi verso l'interno o l'esterno del sistema solare, allungando o restringendo la propria orbita. Già nel 1867 furono scoperti all'interno della fascia degli asteroidi dei grandi gap (zone in cui non sono presenti asteroidi) in corrispondenza dei punti in cui la fascia degli asteroidi risultava in risonanza orbitale con l'attuale orbita di Giove. In effetti il passaggio di un pianeta gigante vicino (e ancora di più attraverso) la fascia non può non lasciare simili tracce, ed in assenza di fenomeni che possano aver "mescolato" nuovamente gli asteroidi, tali tracce dovrebbero essere visibili ancora oggi.Esaminandole si è scoperto che alcuni gap non sono spiegabili con le orbite attuali dei pianeti, per cui la loro presenza sarebbe la prova che in passato i pianeti giganti avessero orbite diverse dalle attuali. La migrazione dei pianeti potrebbe anche essere la causa del ‘late heavy bombardment’, un evento accaduto circa 3,9 miliardi di anni fa – 600 milioni di anni dopo la nascita del sistema solare – durante il quale un gran numero di corpi celesti attraversò il sistema solare interno in un tempo relativamente breve. Le prove di questo fenomeno sono i numerosi crateri da impatto presenti ad esempio sulla Luna, che si suppone sia stata colpita da numerosi asteroidi provenienti proprio dalla fascia tra Marte e Giove. La coincidenza temporale tra il fenomeno della migrazione planetaria e quello del bombardamento di asteroidi lascia pensare che siano stati l'uno la causa dell'altro. Il movimento dei pianeti avrebbe rimosso numerosi asteroidi dalla fascia, trasformandoli in potenziali proiettili, alcuni dei quali avrebbero lasciato tracce da impatto sulla Luna e aperto dei gap all'interno della fascia.Fonte: Nature Magazine 26 Feb 2009{mos_fb_discuss:4}

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